I vostri collaboratori sono i migliori ambasciatori della vostra impresa. I recruiter al giorno d’oggi ne hanno preso atto, ed è perciò che la cooptazione si è sviluppata negli ultimi anni. Appoggiarsi sulle vostre risorse interne per attirare i talenti può avere molteplici vantaggi. Come definire il concetto di cooptazione? Quali sono le sfide? Scoprite i nostri consigli per promuovere la cooptazione all’interno della vostra impresa.

  1. Cooptazione: definizione

La parola Cooptazione viene dal latino cooptatio, onis, che significa eleggere, o incorporare. È un metodo di selezione del personale basato sulla raccomandazione di una persona del proprio network per una posizione. Possiamo parlare di “recruiting participativo” o di “sponsorizzazione”. È diventata una vera strategia per l’individuazione di talenti per le imprese che hanno inquadrato le sfide e i vantaggi di questo metodo di ricerca. D’altronde, quasi il 40% dei quadri sono assunti secondo questo principio. La cooptazione è infatti soprattutto utilizzata dalle imprese nella ricerca di profili con esperienza.

  1. Vantaggi della cooptazione

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Poco costosa, mobilizzatrice e promotrice dell’impegno dei dipendenti, la cooptazione è uno dei metodi di recruiting più efficaci. Presenta numerosi vantaggi:

  • Il costo

Primo vantaggio: il costo. Questa iniziativa permette dei risparmi legati alle spese di diffusione degli annunci. Permette di risparmiare il tempo legato alle pratiche di sourcing che possono esser molto lunghe. Anche fornendo un bonus per la cooptazione, il costo sarà meno elevato di una campagna di selezione tradizionale.

  • Disporre di un profilo candidato pertinente per la posizione

La cooptazione permette di accedere ad un archivio di potenziali candidati, più difficili da raggiungere e con effettive competenze. La cooptazione è anche uno strumento per incrementare la diversità dato che permette di scoprire profili con “percorsi atipici”.

  • Individuare dei profili in penuria/ rari

La cooptazione è molto utilizzata nei settori sotto pressione. Le aziende che hanno difficoltà ad assumere attraverso i mezzi tradizionali (jobposting…) hanno tutto l’interesse ad appoggiarsi sui loro dipendenti che dispongono di potenziali talenti nel loro network.

  • Rapidità del processo di recruiting

La cooptazione permette di ridurre i tempi di selezione evitando la fase di pubblicazione degli annunci e il lungo trattamento dei CV ricevuti. Le aziende vengono messe in contatto con meno profili ma più qualificati. Possono così dedicare più tempo alla fase di colloquio.

  • Lealtà e conoscenza dell’azienda

I candidati cooptati che sono stati raccomandati da dei collaboratori, hanno più probabilità di condividere i valori dell’impresa e di corrispondere alle esigenze della posizione vacante.

Allo stesso modo valorizzate i vostri dipendenti presentandoli come degli ambasciatori. Infatti, la cooptazione è una forte leva per lo sviluppo dell’employer branding nell’azienda. Fa crescere il senso di appartenenza.

  1. I nostri consigli per favorire la cooptazione

  • Comunicare il programma di cooptazione

Per implementare una campagna di cooptazione, bisogna innanzitutto fissare le regole del vostro programma. Una volta che il vostro processo è stato definito, sta a voi comunicarlo ai vostri dipendenti attraverso i diversi strumenti (newsletter interna, email speciale, durante le riunioni…). Esponete chiaramente il programma, le sue modalità e le eventuali ricompense. Per esempio: “Guadagnerete un buono d’acquisto di 100€ se fornite il CV e le coordinate di una persona corrispondente al profilo del posto.” Bisognerà anche fornire loro il massimo di dettagli sulla posizione cercata.

  • Realizzare un sistema di ricompense

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Ovviamente, se volete dei risultati, è importante motivare i vostri dipendenti a participare al programma di cooptazione. Più soluzioni sono possibili:

  • Regali

Potete proporre benefici in natura: buoni d’acquisto, viaggi, pacchi regalo… Le idee non mancano per ricompensare i vostri dipendenti!

  • I bonus monetari

Il bonus per la cooptazione può esser sotto forma di remunerazione fissa, versata ad ogni dipendente che ha contribuito a una nuova assunzione. Può essere anche variabile in funzione del livello del collaboratore cercato o secondo il tipo di posizione da coprire.

  • Utilizzare i social network

L’Employee Advocacy è una strategia che consiste nel fare dei propri dipendenti i principali ambasciatori sui social network. Perciò, la cooptazione non si limita più al passaparola e si diffonde a grande scala sui social. In più, il messaggio è più d’impatto se sono i dipendenti a trasmetterlo. Non bisogna quindi esitare a incoraggiare i collaboratori a diffondere le vostre offerte e contenuti sui social. Guadagnerete visibilità e engagement.

  • Utilizzare una piattaforma specializzata

Recentemente si sono sviluppate piattaforme specializzate per la cooptazione, tra le quali possiamo citare CoopTime che dispone di una grande rete di cooptanti.

Numerose imprese già fanno uso dei servizi di queste piattaforme (Leroy Merlin, Bonduelle…).

  1. I limiti della cooptazione

Anche se la cooptazione ha numerosi vantaggi, presenta anche alcuni limiti.

Innanzi tutto, la cooptazione mobilizza attori che non sono specializzati nel recruiting. Nulla garantisce che un impiegato sia qualificato o obbiettivo per selezionare candidati all’interno del suo network. In più, può richiedere del tempo che non tutti i dipendenti necessariamente possono dedicare a questo tipo di missione.

Il “nepotismo” è un altro pericolo della cooptazione. Può causare un fenomeno di clonazione se le cooptazione è diretta verso profili simili a quelli dei dipendenti. Utilizzata correttamente sarà invece una fonte di diversità nella misura in cui può far scoprire dei profili atipici verso i quali i selezionatori non si sarebbero probabilmente rivolti di primo acchito.

La “raccomandazione” è un altro rischio da considerare. È fondamentale che tutti i candidati, cooptati o meno, siano considerati e trattati nella stessa maniera. Non bisogna offrire nessun trattamento di favore e l’emotività deve esser lasciata da parte.

Anche se la cooptazione ha dato prova del suo successo, deve esser prevista come una soluzione complementare alla vostra strategia di recruiting. Il principio della cooptazione non sostituisce il lavoro del recruiter. Perciò non deve esser utilizzata ad oltranza.

Conclusione

La cooptazione, in passato informale e spontanea, è oggi parte integrante delle strategie di recruiting. Con l’avvento del web e dei social network, i vostri collaboratori diventano dei veri ambasciatori e trasmettono le vostre opportunità. Questa pratica possiede perciò numerosi punti di forza anche se implica alcuni limiti che bisogna tenere in considerazione.

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