Il chatbot fa parte delle tendenze del recruiting 2019, come vi avevamo annunciato nell’articolo di inizio anno. Di fatto, i dipartimenti HR che lo adottato nel loro recruiting sono sempre più numerosi. Qual è l’interesse di un chatbot per le vostre campagne di selezione del personale? Come può migliorare l’esperienza candidato? Quale tipo di chatbot adottare? Zoom su questo stumento ad alto valore aggiunto che sta conquistando i recruiter.

  1. Recruiting Chatbot: definizione

Possiamo tradurre “chat” con “discussione online” e “bot” con “robot”. Così un chatbot puó esser definito come un “assistente virtuale”. Si tratta di un software programmato per simulare una conversazione che generalmente viene integrato al sito internet di un’impresa sotto forma di personaggio animato o di una finestra di “chat” in basso allo schermo. Il suo ruolo: aiutare gli internauti a risolvere un problema, fare un ordine… o candidarsi per un’offerta di lavoro.

Se all’inizio era utilizzato soprattutto per la relazione cliente, in questi ultimi anni è diventato uno strumento importante anche per l’employer branding. Integrato al sito carriera, permette di assistere i candidati durante l’invio della candidatura, di fornire informazioni su un’offerta, sulla politica di recruiting. I dipartimenti HR li utilizzano anche per i loro impiegati (gestione amministrativa, formazione, gestione delle ferie…). Entriamo nel dettaglio sull’utilità dei chatbot per il recruiting.

  1. I vantaggi dei chatbot per il recruiting

I chatbot soddisfano le aspettative dei candidati. Permettono una risposta immediata e personalizzata. È un modo divertente per fornire informazioni ai candidati e per guidarli durante il processo di candidatura.  Ciò conferisce all’azienda un’immagine innovativa, digitale e dinamica. L’instaurazione di un dialogo migliora infatti l’esperienza candidato e valorizza l’employer brand. I Millenials apprezzano particolarmente questo modo di comunicazione che corrisponde alle loro abitudini (immediatezza, fluidità).

chatbot

In più, i chatbot permettono ai recruiter di risparmiare tempo e di consacrarsi all’individuazione di talenti. I candidati fanno le loro domande direttamente al robot, che permette loro di informarsi sulle offerte e di capire meglio la cultura della impresa. Così, il candidato è meglio informato e può candidarsi con piena cognizione di causa. Le candidature sono così più pertinenti e si evita l’invio massivo di CV da parte dei candidati. In più, i chatbot presentano il vantaggio di esser instantanei e disponibili 24 ore su 24.

  1. I diversi tipi di chatbot per il recruiting

Come funziona un chatbot?

Valérie Touraine di JAI (The Jobs Artificial Intelligence) spiega:

« Il chatbot funziona grazie all’intelligenza artificale che chiamiamo NLU, per « Natural Language Understanding » e NLP, per« Natural Language Processing ».

Queste tecnologie analizzano le domande fatte dai candidati e vi rispondono in maniera personalizzata in funzione della configurazione alla base.

I possibili utilizzi

Il chatbot può esser utilizzato in molti modi all’interno del processo di recruiting.

Permette per esempio di assistere i candidati nella ricerca di un’offerta di lavoro corrispondente alle loro aspettative. Possono presentare la propria candidatura direttamente in chat e rispondere a delle domande di prequalificazione (mobilità, livello di studi…).

Potete allo stesso modo utilizzare i chatbot per rispondere ai candidati, presentar loro video sulle professioni, inviare il link di articoli utili sul vostro sito carriera. Le possibilità sono molteplici. I chatbot sono fatti su misura in funzione delle vostre aspettative e dei vostri obbiettivi.

Conclusione

robot-et-humain

I chatbot possiedono numerosi punti di forza e apportano un valore aggiunto all’employer branding. Tuttavia, non possono sostituire l’umano e il contatto tra recruiter e candidati. Forniscono ai recruiter un aiuto prezioso ma restano dei robot. Anche se diventano sempre più performanti , non saranno in grado di prendere decisioni sulla selezione di un candidato. La selezione finale resterà un processo umano che riposa sul giudizio personale del recruiter. Bisogna fare attenzione affinchè l’utilizzo del chatbot non disumanizzi il processo. Deve esser utilizzato intelligentemente al principio del processo e in seguito sta all’umano prendere il testimone e creare una relazione di qualità con il candidato, basata sulla trasparenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *